Cannabis: legalizzazione o proibizionismo? Esperti ne parlano all’Università

alcool-e-cannabis_zoom

DIPARTIMENTO DI ECONOMIA DI MESSINA Si è tenuta nel novembre 2015, a Messina, la conferenza con tema principale “Cannabis: Legalizzazione o Proibizionismo?” organizzata dall’associazione “LiberaMente”, in collaborazione con l’associazione “Agorà – Circolo Ricreativo” e la Consulta Provinciale degli Studenti in cui sono intervenuti il Prof. Piero David, professore e ricercatore di Economia Politica all’Università di Messina e autore di “Droghe leggere: la legalizzazione è un buon affare”, il Dott. Marcello La Rosa, criminologo ed esperto di mafie, autore de “Il fenomeno mafioso – Il caso Messina”, Fabrizio Calapai segretario dell’Associazione Centro Studi “PHARMA.CA” e presieduta da Maurizio Licordari, seguiti da un nutrito pubblico.
Il dottor David ha iniziato parlando di un dossier sul collegamento tra il negozio di cannabis e cocaina e le organizzazioni mafiose e sul perché la Sicilia è un punto importante per lo spaccio: come ben evince l’ultimo rapporto della polizia. La stima totale delle sostanze sequestrate si aggira intorno ai 50 milioni di euro, 12 di questi dovuti alla sola cannabis, ma si ipotizza che il valore della “merce” non sequestrata si aggiri intorno ad una cifra compresa fra i 140 e i 220 milioni di euro.
Dopodiché ha parlato il Prof. David illustrando diversi dati sul consumo di cannabis ed i vantaggi di una sua eventuale legalizzazione (di cui presto verrà discusso in Parlamento) e dei costi del proibizionismo, partendo proprio da quest’ultimo, illustrando che il 37% dei detenuti italiani è in carcere per reati connessi allo spaccio di stupefacenti e che lo Stato per contrastarlo spende circa 600 milioni di euro l’anno.

Il professore ha poi continuato illustrando come si va a rilevare il livello di stupefacenti nelle acque reflue dei depuratori delle maggiori città italiane, facendo una stima approssimativa sul consumo giornaliero medio italiano. La legalizzazione negli Stati Uniti è un esempio. Il Colorado è stata la prima nazione ad attuare questa riforma legislativa che oltre ad aver funzionato ha anche creato molto lavoro. La disoccupazione giovanile non è mai stata così bassa. Considerando che si può vendere liberamente la cannabis solo in una parte delle giurisdizioni locali, le tasse e conseguenti introiti superano i 61 milioni di dollari ad oggi, con una tassazione al 34% . Meditiamo. Inoltre il professore ha riportato un piccolo dossier riguardo le sostanze da taglio nelle droghe leggere attualmente in mano alla mafia, che provocano elevatissimi costi alla spesa sanitaria nazionale e soprattutto danni alle persone.
La parola viene quindi data a Fabrizio Calapai, segretario di “PHARMA.CA” che parla a proposito di cannabis terapeutica, parlando del Sativex, immesso nel 2013 sul mercato italiano, che è il primo farmaco a base di cannabis in Italia, descrivendo l’efficacia analgesica dei cannabinoidi e del particolare aiuto che possono dare alla medicina e ai malati come già dimostrato da molti studi, la cannabis usata per scopi medici può essere molto utile. I suoi benefici possono dare sollievo alle persone malate di SLA, con dolori terminali, HIV, fibromialgia. Tuttavia sta di fatto che non ci sono oggi delle valide fonti che permettono di ottenere la canapa terapeutica in tutta legalità, anche a causa della burocrazia tortuosa.
Anche i delegati delle associazioni dell’Università si sono esposti nel dibattito, rispondendo ad alcune domande da parte dei presenti. La conferenza si chiude con l’intervento dei rappresentanti delle associazioni universitarie “LiberaMente” e “Agorà”, rispondendo anche ad alcune domande del pubblico. Comunque la si voglia leggere, questa conferenza ha apportato un notevole contributo alla libera informazione in materia di cannabis, lasciando trarre ai presenti le proprie conclusioni; il tutto senza influenzare il pensiero degli studenti. Gli stessi studenti che oggi, più che mai, vedono una tendenza internazionale come la marijuana volgere da tutt’altra parte rispetto al nostro Paese, alle volte retrogrado e conservatore, altre sviluppato ed integrato.

Vi consiglio anche la lettura di questo articolo sugli usi terapeutici della cannabis, su ganjanauta.com .
Buona lettura!

Quasi 10 ragioni per le quali la partner perfetta dovrebbe fumare la cannabis

donne-che-fumano-la-marijuana

1.E’ una maestra con le mani

Definitivamente non c’è niente di più sexy che guardare una femmina con lo smalto trasparente chiudere un bengala perfetto.
E come ho accennato prima è straordinaria con le mani..

2.Non si innervosisce per le cose piccole.

Il più delle volte, i conflitti che sorgono all’interno delle relazioni, derivano dalla cose piu’ piccole.
Le ragazze che fumano l’erba raramente si incazzano per le cose piccole,non fanno un dramma perche’ capiscono che non c’e’ tempo ne senso per queste stronzate.

3.Ti sa amare

Lo sanno tutti Chi fuma la marijuana molte volte è guardato fattone dalle persone che si ritengono “normali”
Se vuole fare qualche cosa sa che non ha bisogno di una approvazione da parte di nessuno
Ha una testa molto aperta e non si interessa di quello che pensano altre persone di lei.

4.Lei sa come bilanciare la sua vita.

5.È presabbene

“Mi hanno detto che per farla innamorare dovevo farla ridere… Ma ogni volta che ride molto, m’invaghisco io!”

6.Non ti fa stare di merda

Finche avete l’erba nessuno dei due potra’ dire ” Mi sono scocciata”.Il sesso e’ migliore, film, ecc…

7.Non necessita di molto per essere felice

Finché siete entrambi in buona salute, e avete un letto dove sdraiarvi tutti e due sarete le persone piu’ contente del sistema solare

8. Le piace la tua stessa musica

9.Si aggira per casa con indosso solamente la tua tuta.